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La “Petite Messe solennelle” di Rossini – Disponibile il nuovo disco del Coro Ghislieri

L’uscita è prevista sul mercato estero per venerdì 8 ottobre e la settimana dopo in Italia. A partire dal 15 ottobre sarà disponibile anche da noi la Petite Messe solennelle di Gioachino Rossini per Arcana – Outhere Music, sigla che da tempo ormai cura la produzione di Coro e Orchestra Ghislieri.

Si tratta di una edizione speciale, basata su un approccio filologico e impreziosita da un cast d’eccezione. “Abbiamo scelto di utilizzare l’edizione critica pubblicata nel 2013 delle due Petite – versione orchestrale e versione cameristica – curata da Davide Daolmi, professore associato di Storia delle Teorie Musicali all’Università di Milano, ed effettuata su commissione di Fondazione Rossini di Pesaro e Casa Ricordi”, spiega il M° Giulio Prandi, Direttore del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri e direttore di Coro Ghislieri in questa incisione.

Nel cast spiccano il soprano Sandrine Piau, il contralto José Maria Lo Monaco, il tenore Edgardo Rocha e il basso Christian Senn; assieme a loro e al Coro Ghislieri, Francesco Corti al primo e Cristiano Gaudio al secondo pianoforte, con Daniel Perer all’armonium. “È un cast che raccoglie alcune delle voci più brillanti e acclamate nel mondo del Barocco e del Bel Canto”, continua Prandi; “gli strumenti utilizzati sono frutto di un’attenta ricerca sugli esemplari coevi in tutto il continente e sono affidati esclusivamente a eccellenze assolute. In definitiva, si tratta di un lavoro lunghissimo e millimetrico di preparazione meticolosa prima ancora di arrivare a una sola nota”.

All’uscita di questa prima registrazione mondiale basata sull’edizione critica di Davide Daolmi i produttori hanno dedicato un video di presentazione dell’album disponibile su Facebook.

Quanto al proprio rapporto con la Petite Messe solennelle, Prandi racconta: “Ci sono arrivato dal passato. La mia passione per il repertorio vocale e sacro del XVIII secolo mi ha portato a dedicare i primi vent’anni della mia attività di direttore all’esplorazione di questo mondo vasto, in gran parte inesplorato, in buona sostanza perduto – in quanto viviamo in un mondo diverso, secolarizzato, che pensa alla creazione artistica come all’opera fine a sé stessa di un genio individuale”.

“Grandi compositori hanno creato capolavori, ma il senso del repertorio è profondamente mutato”, conclude. “Su questo si interrogava Rossini; e su questo universo di riferimenti stilistici e scelte estetiche, musicali e programmatiche, si è concentrata la mia indagine. Quasi trenta esecuzioni hanno preceduto questo disco, in cui ho tentato di restituire a questa splendida, strana opera una voce più vicina all’originale. Spero che il nostro lavoro le dia nuova vita e porti tanti altri a comprenderla e ad amarla”.